13. ROMEO E ARIA al matrimonio

Vincent Van Gogh: Ramo di mandorlo fiorito – 1890
Olio su tela 73,5 cm × 92 cm
Van Gogh Museum, Amsterdam

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La storia del giorno: sabato 24 maggio.

Quel sabato sera il papà e la mamma di Giovanni uscivano e, mentre la mamma si stava preparando, il papà lo accompagnò in camera e gli raccontò un nuova avventura di Romeo e Aria.

La storia cominciò.

Romeo si annoiava. Il pranzo di matrimonio dello zio non finiva mai: erano già alla settima portata e ancora non era arrivata la torta.

Sua sorella Aria stava giocando con la cuginetta, ma a lui non era permesso alzarsi da tavola.
Si guardava attorno e gli invitati parlavano e mangiavano senza interruzione.

Durante la cerimonia in chiesa, per un attimo si era allontanato dal suo corpo e aveva osservato tutti dall’alto, ma Aria si era affrettata a prendergli la mano e, immediatamente, si era ritrovato seduto nel banco accanto a lei.

Adesso, però, non ce la faceva proprio più.
Voleva andarsene da lì.
Chiamò sua sorella e, quando lo raggiunse, le sussurrò in un orecchio:
– Io me ne vado-
Aria scosse il capo, ma intanto sorrideva.

Romeo desiderò di essere a casa sua…ci fu il botto, ma, dopo pochi istanti passati nella sua cameretta, era ancora seduto a tavola.

– Mi hai toccato?- chiese a sua sorella.
– No, sei tornato da solo-
– Uffa, – sbuffò – Farò un nuovo tentativo, questa volta mi sposterò tra le ninfee: sono stanco di fare la rana, ma preferisco nuotare nello stagno, piuttosto che rimanere seduto a tavola ancora per un altro minuto.-

Desiderò essere in giardino, ma, in quel mentre, vide la gazza e … si scoprì a volare fra le fronde degli alberi, diretto verso il parco della villa di Queen.
Andò a posarsi sul ramo di un mandorlo fiorito e udì una bambina cantare: guardò giù e c’era Queen.

– Sei tornata! Non scappare!- incominciò a urlare nella sua direzione.
La gazza si lanciò a sfiorarle i capelli per farsi rincorrere, ma la bimba rimase ferma e riprese a gridare:
– Vieni qui, subito –

L’uccello scese nuovamente verso di lei e poi si rifugiò su un cespuglio vicino.
A passi brevi e composti Queen si avvicinava, così la gazza gracchiando planò sulla testa della bambina e, veloce, le rubò il cerchietto luccicante che aveva fra i capelli.

– Ridammelo!- urlò, ma nemmeno questa volta si mise a rincorrere la piccola ladra, nonostante volasse bassa e vicina.

La gazza stava ancora stringendo il suo trofeo nel becco, quando Romeo si ritrovò seduto a tavola.

– Tagliano ora la torta – spiegò Aria al fratello ancora frastornato.

Quella sera Queen raccontò uno strano episodio alla Tata: una gazza le aveva rubato il cerchietto, ma incredibilmente, poche ore dopo glielo aveva riportato, appoggiandolo, sotto ai suoi occhi, ad un ramo di mandorlo.

Immagine tratta dal sito:
http://it.wikipedia.org/wiki/Vincent_Van_Gogh
http://gallery.giovani.it/foto/van-gogh-rami-mandorlo-fiore.html

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12. ROMEO E ARIA e gli allenamenti

Maurice de Vlaminck: The Blue House – 1906
Oil on canvas
The Minneapolis Institute of Arts
Bequest of Putnam Dana McMillan

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La storia del giorno: venerdì 9 maggio.

Venerdì pomeriggio Giovanni, tornando da scuola in bicicletta, era caduto e il suo orgoglio ne era uscito un po’ ammaccato.
Terminato di sparecchiare, il papà decise di dedicargli la serata e, dopo avere giocato, lo accompagnò a dormire, raccontandogli una nuova avventura di Romeo.

La storia cominciò.

Romeo, seduto sulla panchina nel cortile della scuola, stava aspettando il suo turno per cimentarsi nel salto in lungo e ascoltava con agitazione crescente le istruzioni dell’insegnante di educazione fisica.

Enrico, già al primo tentativo, aveva migliorato il suo record dell’anno precedente.

Romeo cercò di concentrarsi, partì con la rincorsa e, nel momento in cui stava per toccare l’asse di battuta, sentì nelle sue gambe la medesima spinta esercitata quando da rana era scappato fra i cespugli nel parco di Queen.
Per un attimo ebbe paura di udire il gran botto ma, fortunatamente, si ritrovò ancora nel suo corpo di ragazzo, in ginocchio nella sabbia, con l’istruttore che misurava il suo salto.

– Romeo, sei migliorato tantissimo, non credo ai miei occhi! Per favore, vuoi riprovare?-

I suoi compagni smisero di chiacchierare, per guardare la prestazione di Romeo, che non aveva mai brillato in nessuno sport.
Ancora una volta, il ragazzino si concentrò e balzò.

– Non mi ero sbagliato, sei diventato davvero bravo! Dimmi: ti sei allenato in palestra?-
– No, nel mio giardino.- fu la pronta risposta.
– Continua così e sarai fra i prescelti a rappresentare la nostra squadra nei giochi sportivi fra tutte le scuole della città. –

Nel pomeriggio Romeo raggiunse Aria vicino alla fontana.

– A giugno ci saranno i campionati di atletica- le disse
– Sicuramente verrà anche Queen, perché partecipano tutte le scuole-

Aria continuava a disegnare nella terra con un bastoncino.

– Forse mi faranno gareggiare nel salto in lungo-

Finalmente la bambina alzò gli occhi e lo guardò

– Però mi devo allenare-

Aria lo fissava immobile.

– Mi serve ancora la rana-

Aria inclinò il capo per studiarlo meglio.

– Il tempo trascorso come se fossi un anfibio, mi ha insegnato a potenziare i miei salti-

Romeo abbozzò un timido sorriso:- Devo riprovare, fino a imparare a perfezione la tecnica per spingermi più lontano.-

– Perché no? – ci fu una lunga pausa – Potresti anche iscriverti ai 100 metri di corsa: ti basterebbe passare un po’ di tempo come lepre..- e finalmente la bimba scoppiò a ridere, subito imitata dal fratello.
– Oppure cimentarti in piscina…-

– 200 rana? Dai, non posso trasformarmi di colpo in uno sportivo modello!-

– Chiederò alla solita rana se si offre volontaria per i tuoi allenamenti.- e Aria allungò le manine per farsi prendere in braccio.

Immagine tratta dal sito: http://www.artsconnected.org/toolkit/encyc_balanceother.html

11. ROMEO E ARIA e Queen

Gustav Klimt: Viale nel parco dello Schloss Kammer – 1912
Olio su tela 110X110cm
Österreichische Galerie Belvedere – Vienna

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La storia del giorno: venerdì 25 aprile

Venerdì Giovanni era a casa da scuola e la mamma gli chiese di aiutarla a pulire i fagiolini. Mentre lavoravano in cucina, grata, la mamma si mise a raccontare:

La storia cominciò.

Lunedì a scuola Romeo tentò invano di scoprire quale classe frequentasse la bambina dai capelli lunghi: nessuno sembrava conoscerla.
Dopo giorni di inutili ricerche, i due fratelli conclusero che la ragazzina fosse alunna di un istituto privato, per cui decisero di lasciare ad Aria il compito di continuare le indagini.

Romeo accompagnò la sorellina fuori dal cancello della grossa villa e rimase all’angolo della strada a fare da “palo“, mentre Aria si avvicinava il più possibile per contattare la loro rana, tenuta prigioniera nel parco e per aiutarla a fuggire.

Dopo pochi minuti una grossa auto si fermò e, mentre la bambina dai capelli lunghi scendeva, udirono una voce di donna:

– Su, da brava, incomincia a fare i compiti con la Tata, io tornerò tra poco!-
– Voglio venire anch’io con te!-
– La prossima volta! Corri: ti ho aperto il cancello!-

I due fratelli ebbero appena il tempo di prendersi per mano e fingere di passeggiare, che furono investiti dalla bambina.

– Voi? Che cosa ci fate qui? – poi rivolta a Aria :- Ti avevo avvertita di non spiarmi-

Romeo si erse in tutta la sua statura per difendere la sorellina. Quindi cercò di sorridere.

– Ciao, non ti ho mai visto a scuola!-
– Infatti.-
– Mi chiamo Romeo-
– Uffa, che cos’è un vizio di famiglia? A casa vostra insegnano solo a dire il nome? …. My name is Romeo… The pen is on the table… Dai spostati: devo entrare!-

In quel momento, la Tata si affacciò in fondo al viale di ingresso:
– Queen, sei con degli amici?-

– Come ti chiami??- si lasciò scappare uno stupito Romeo.
– Queen-

Aria sussurrò al fratello :- Ma quello è un cognome!-

La ragazza dai capelli lunghi si voltò:
– Sei proprio ignorante! Q-U-E-E-N é inglese e vuol dire REGINA!!!-

La Tata intanto li aveva raggiunti:
– Non inviti i tuoi amici ad entrare?-

I due fratelli si scambiarono uno sguardo di intesa.
– Ci sono le ninfee? – domandò Aria allungando la manina verso la Tata, per farsi accompagnare.

– Bel parco! – Romeo spostava il peso da un piede all’altro, cercando di nascondere la sorella alla vista di Queen.
– Hai un cane?-
– No – e poi rivolgendosi alla Tata: – Devo studiare, loro adesso se ne vanno!-

La donna si avvicinò a Romeo con un sorriso di scusa, mentre Aria rimaneva accucciata vicino alle ninfee.
-Tornate ancora! – gli disse.
Aria,dopo pochi istanti, li raggiunse con un sorriso smagliante.
– Grazie Queen, le tue ninfee sono proprio belle!-

La ragazzina dai capelli lunghi si allontanò scuotendo il capo.

Appena furono a casa, Aria, raggiante, estrasse la rana dalla tasca e la liberò vicino alla fontana.
– Sta bene – rassicurò Romeo- Adesso è solo stanca.-

Immagine tratta dal sito: http://lottovolante.plnet.forumcommunity.net/?t=42793610

10. ROMEO nel parco

Claude Monet: Sentiero del giardino di Giverny – 1902
Olio su tela – cm. 92 x 89
Vienna – Kunsthistorisches Museum

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La storia del giorno: lunedì 21 aprile

Lunedì era festa, così alla sera, toccò al papà accompagnare Giovanni a dormire.

La storia cominciò.

Romeo sentiva il suo cuore battere forte, mentre incontrava gli occhi di Aria che lo scrutavano.

– Dove sei stato?-
– Nel parco della gazza e una bambina ha cercato di prendermi…cioè di afferrare la rondine per la coda…-
– Era una ragazzina con i capelli lunghi?-
Romeo annuì.
– L’ho incontrata, sai? Un giorno in un negozio, ero con la mamma, mi ha parlato: ha accusato me e te di spiarla …-
– Come? Perché non me l’hai detto?-
Aria scosse il capo con un mezzo sorriso.

– Dovrò tornare per scoprire cosa nasconde…-
– Sei sicuro?-
Romeo fece un cenno col capo.
– Allora ti aiuterò, non devi più “fare il botto” senza avvisarmi, é troppo pericoloso. Che cosa sarebbe successo se tu fossi rimasto troppo tempo nella rondine?-
– Non lo so e non voglio scoprirlo, mi sono spaventato davvero.-

Domenica era una bella giornata di sole, i due fratelli si godevano il pomeriggio vicino alla fontana, quando una rana guizzò fuori dallo stagno. Aria la prese delicatamente in mano, parlandole per tranquillizzarla.

Allora Romeo si concentrò …sentì un gran botto e si trovò fra le dita della sua sorellina che lo portò verso la villa da esplorare. Poi lo fece passare fra le sbarre del cancello e tornò di corsa in giardino, pronta a intervenire se ci fossero stati problemi.

Tutto appariva incredibilmente “grande” agli occhi della rana e Romeo non riusciva ad orientarsi: era stato lì solo due volte e per di più in volo.
L’erba era troppo alta, saltellò fino alle aiuole fiorite e udì la bambina cantare.
Si immobilizzò sentendosi esposto, ma lei lo vide.

– Cosa ci fai qui?- si chinò, ma la rana ebbe un balzo, cercando di tornare fra i cespugli.

– Non scappare, non viene mai nessuno a giocare con me! C’era una gazza, ma se ne è andata…e poi stava sempre sul ramo a gracchiare, anche se le avevo regalato un mio bottone dorato!-

Romeo si fermò: infondo si era recato lì per investigare e quell’attimo di immobilità gli costò caro.

La ragazzina catturò la rana che invano cercò di sgusciarle dalle dita.
– Ti porto in un bel posto, non avere paura!- e la posò tra le ninfee.

In quel momento Aria decise che suo fratello era stato assente abbastanza, urtò la spalla del bambino e Romeo si ritrovò nel suo corpo.

– Come è andata? –
– Lei ha catturato la rana-
– E adesso?-
– Per il momento va bene così, penso che la bambina avrà cura del suo nuovo animaletto: desiderava qualcuno con cui giocare e poi il posto è bello!
Comunque la terremo d’occhio, non ti preoccupare! –

Immagine tratta da http://davidemauro.blogspot.it/2011/06/sentiero-nel-giardino-di-monet-giverny.html

9. ROMEO E ARIA e la bambina dai capelli lunghi

La storia del giorno: sabato 12 aprile

ARIA e la bambina dai capelli lunghi

La storia di sabato
Giovanni si era lamentato perché l’ultima avventura di Romeo era stata troppo breve e così il papà sabato, mentre lavava l’auto, si mise a raccontare…

La storia cominciò

Ogni volta che passavano davanti alla villa con il parco, Romeo e Aria non resistevano alla tentazione di dare una sbirciatina, per controllare il nido della gazza.

Ben presto si accorsero che in quella casa viveva una bambina; non la incontravano mai, ma c’erano chiare tracce della sua presenza: una bambola abbandonata sull’altalena, una casetta con le seggioline, una bicicletta…

Un giorno Aria era andata a fare le commissioni con la mamma, quando si accorse di essere osservata da una ragazzina dai capelli lunghi.

– Tu e tuo fratello mi spiate- le disse, senza nemmeno salutarla.

– Io mi chiamo Aria e tu?-

– Non mi hai sentita? Non voglio sapere il tuo nome, devi smettere di guardare me e la mia casa!!!-

Per fortuna, la mamma aveva appena pagato la spesa, così Aria le allungò la manina e insieme uscirono dal negozio.

Non raccontò a Romeo dell’incontro, ma ben presto suo fratello si accorse che Aria gli faceva compiere dei lunghi giri per non passare più davanti alla villa con il parco.

– Hai incontrato la gazza?- le domandò un pomeriggio- È stata scortese con te?-

Aria si limitò a scuotere il capo, così Romeo pensò di investigare per conto suo.

La storia del giorno: domenica 13 aprile

ROMEO e la bambina dai capelli lunghi

La storia continuò

Romeo stava facendo i compiti, quando vide una rondine volare proprio vicino alla sua finestra, allora si concentrò …sentì un gran botto e si trovò appollaiato su un ramo.

Dopo il primo attimo di vertigini, si librò nel cielo, rasentando gli alberi e liberò la sua gioia in un garrito.

Poi si diresse verso il parco della villa, fino a raggiungere il nido della gazza. Lo trovò vuoto e abbandonato: era sparita anche tutta la refurtiva accumulata dalla sua proprietaria.

In quel momento udì una bambina cantare.
La rondine scese in picchiata per poterla vedere: la ragazzina aveva i capelli lunghi e cercò di afferrarla per la coda.

– Vieni qui, fermati con me! – ordinò

Romeo, guardingo, si avvicinò alle mani protese: la bimba fece un mezzo sorriso :- Su, lasciati prendere!-

Il cuore della rondine batteva forte e Romeo non sapeva come ritornare nel suo corpo. Lottò per non farsi dominare dal panico.

Poi, si alzò in volo, sfiorando con le ali i lunghi capelli della ragazzina in una carezza, ma lei si mise a supplicare: – Resta con me, per favore!- poi più forte :- Non andare!
Alla fine strillò:- Ti ordino di tornare indietro!-, ma ormai la rondine aveva raggiunto la casa di Romeo.

Romeo dalla finestra vedeva se stesso ancora seduto alla scrivania della sua cameretta.
Decise di cercare Aria. La individuò in giardino e si mise a garrire freneticamente.

Senza perdere tempo, sua sorella corse alla scrivania e toccò la spalla del bambino chino sui compiti.

Romeo si ritrovò nel suo corpo, mentre la rondine, ancora stordita, tornò a volare, alta nel cielo.

8. LA DOMENICA DI ROMEO

La storia del giorno: domenica 6 aprile

Come consuetudine, domenica sera, mentre la mamma si preparava per ricevere gli amici, il papà di Giovanni accompagnò il bambino nella sua cameretta, e, seduto sul letto accanto a lui, iniziò a raccontare.

La storia cominciò.

Domenica Romeo aveva la partita di calcio. Nello spogliatoio, quando già i ragazzini stavano indossando la divisa, l’allenatore si accorse che mancava Enrico. Immediatamente provarono a telefonargli a casa, ma non rispondeva nessuno.

Mentre aspettavano impazienti, Romeo desiderò fortemente sapere dove si fosse cacciato Enrico e …sentì un gran botto e si trovò a guardare dall’alto Enrico che dormiva in un lettino che non era il suo. Romeo riconobbe la voce dello zio di Enrico e un secondo dopo ripiombò nel suo corpo.

– Enrico è dagli zii – disse

L’allenatore corse dagli altri genitori nella speranza che qualcuno fosse in grado di rintracciare gli zii del bambino e la squadra scese in campo.

A metà del primo tempo, Enrico raggiunse i suoi compagni e, per fortuna, nel sollievo generale, nessuno pose più domande a Romeo.

Nessuno gli chiese niente, tranne Aria, che, appena furono a casa, lo guardò intensamente e, preoccupata, lo interrogò:
– Come ti senti?-
– Strano…. –
Aria inclinò il capo e puntò i suoi occhi attenti su di lui.
– Mi vedi cambiato? –
Aria gli buttò le braccia al collo e gli disse:
– Sai ancora spingere l’altalena?-
e insieme si diressero in giardino.

7. ROMEO, ARIA e la gazza.

La storia del giorno: mercoledì 26 marzo

Mercoledì Giovanni, dopo la scuola, aveva accompagnato la mamma dalla zia Luisa che doveva imballare tutte le sue cose, perché si trasferiva in un’altra casa.
Dopo un po’ il bambino si annoiava a morte e la mamma, per farlo stare tranquillo, senza smettere di impacchettare, si mise a raccontare ancora di Aria.

La storia incominciò

Quella mattina c’era il sole e Aria si stava dondolando sulla sua altalena in giardino, quando vide posarsi poco lontano una bellissima gazza.

– Ciao – le disse – sei nuova? Non ti ho mai visto! –

La gazza la squadrò arrogante.
– E tu chi sei? Comunque io vivo nel grosso parco di una villa più avanti! Il tuo giardino é così piccolo!-

Aria era sempre gentile, cercò di non offendersi e continuò: – Hai una coda nera bellissima, come mai sei qui?-

– Sono una famosa collezionista… Sono in esplorazione: a volte riesco a trovare oggetti molto interessanti anche in posti insignificanti come questo! –

Aria decise di scendere dall’altalena e tornare in casa, perché la conversazione proprio non le piaceva e, per fortuna, la mamma in quel momento la stava chiamando.
– Scusami – disse – ma devo andare….senti, mi stanno cercando –

Aria trovò la mamma, palesemente agitata, che rovistava nel portagioie in camera.

– Aria hai visto l’anello che mi ha regalato papà? L’avevo appoggiato qui, perché questa sera usciamo e volevo metterlo, ma non c’é più. –

La bimba scosse la testa e tornò di corsa fuori, dove la gazza si stava ancora aggirando curiosa.

– Hai scovato qualcosa di bello? – le domandò
– Perché? –
– La mia mamma non trova …
– E io cosa c’entro? – la interruppe subito l’uccello piccato – … e poi ciò che si perde appartiene a chi lo vede per primo! – e si allontanò volando.

Finalmente tornò Romeo e Aria lo mise subito al corrente degli avvenimenti della mattinata.
– È stata di certo la gazza a rubare l’anello della mamma, devi tentare di recuperarlo prima di sera.-
– Secondo te, come dovrei fare? –
– Devi volare come hai fatto con la rondine!-
– Bisogna prima cercare quella gazza, sempre ammesso che io riesca.-

Tenendosi per mano, i due bambini uscirono per avvicinarsi al parco della villa, dove pensavano vivesse la ladra.
Aria la individuò quasi subito su un ramo e la indicò al fratello, indecisa se nascondersi o distrarla con le chiacchiere.

La necessità e il forte desiderio di aiutare la mamma fecero sì che immediatamente Romeo senti un gran botto …e si trovò appollaiato sull’albero, mentre il suo corpo restava seduto accanto alla sorella.

Incominciò a guardarsi intorno, in cerca del nido, svolacchiando fra le fronde. Quando lo trovò, quasi gli dispiacque, perché era divertente essere una gazza. Prima di tutto, però, doveva recuperare il maltolto. Lo individuò luccicare, nascosto fra un cucchiaino e un ditale.

Col becco, prese l’anello e raggiunse la sorella, che lo nascose in una tasca, quindi diede una stretta al braccio di Romeo che si ritrovò nel suo corpo, mentre la gazza, ancora stordita, tornò al suo nido.

Quando i due ragazzi si stavano allontanando, Aria udì i lamenti cracchianti della ladra frodata.
Di corsa, andarono a rimettere il gioiello sul tavolino in camera, un po’ nascosto e chiamarono la mamma.

– Guarda mamma, non é questo l’anello che cercavi?-
– Che sbadata, grazie bambini, senza di voi non sarei riuscita a trovarlo!- e depose sulla guancia di ognuno di loro un bacio sonoro.