6. GALILEO E ISACCO e la valigia

William Turner: La valorosa Temeraire – 1838-1839
Olio su tela 90,7 cm × 121,6 cm
National Gallery, Londra

20140429-132553.jpg

La storia del giorno: martedì 29 aprile

In quei giorni la mamma di Marina era impegnata a preparare la festa per il compleanno della zia, così il papà decise di tenere tranquilla la sua bimba raccontandole una nuova avventura di Isacco e Galileo.

La storia cominciò.

Una mattina la maestra Paola aprì il salone rosso, riservato alle recite e alle feste, per tenere una lezione insolita.

Quando i bambini entrarono, trovarono tante valigie aperte appoggiate sul pavimento e furono fatti sedere a copie in ognuna di esse, tranne Galileo e Isacco che si accomodarono accanto all’insegnante sulla moquette.

– Adesso tutti insieme compiremo un viaggio in un posto bellissimo.- esordì la signorina Paola.
– Dove vi piacerebbe andare?-

La spuntò Paolo e decisero che avrebbero visitato Londra.

– Allora cosa c’è da vedere a Londra?-

Ognuno diede il suo contributo e passarono due ore immaginandosi di giocare nei giardini di Kensington, solcare la serpentina su tante barchette, rincorrersi per la Torre di Londra, guardare il palazzo del parlamento specchiarsi nel Tamigi, ammirare la città dalla ruota panoramica London Eye…

“Secondo te, Isacco perché a noi non hanno dato la valigia?-
“Forse non ce ne erano abbastanza”
“Ne sei convinto?”
“No”

Quella sera , quando tornarono a casa, i due gemellini corsero in lavanderia a prendere il valigione bianco che la mamma aveva appena vuotato dopo le vacanze di Pasqua: lo aprirono e si accomodarono dentro, seduti uno di fronte all’altro a gambe incrociate.

– Dove vuoi andare? – domandò Isacco
– Sull’isola dei pirati!-

No, Galileo, attento, per voi é pericoloso!” I due bambini udirono distintamente la voce della maestra Paola nella loro testa…

…troppo tardi: ormai il desiderio era stato espresso e i gemellini si ritrovarono, ancora seduti sul fondo della valigia, ma all’ombra di una palma su una spiaggia.

– Guarda!- Davanti a loro una nave solcava il mare trainata da una barca più piccola, dirigendo si verso di loro.
– Vieni- ingiunse Galileo, mentre già correva sulla sabbia; Isacco, dopo avere nascosto la valigia dietro a un cespuglio, lo seguì.

Era il crepuscolo e i pirati si riversavano rumorosi per le vie del loro villaggio.
I due bambini si aggirarono a naso in su, curiosando in mezzo a colori, suoni e odori fortissimi e inconsueti. Isacco si infilò sotto a una tenda in cui erano esposte le mercanzie più strane e meravigliose.

“Guarda Galileo: uncini, bende…non toccare le spade…c’è anche un cannocchiale! “
Isacco lo prese in mano e, con emozione, se lo mise davanti a un’occhio, mentre il padrone di tutto quel ben di dio non lo perdeva di vista un attimo.

– Lo vuoi? – gli chiese
– Quanto chiedi?-
– Che cosa mi offri?-

Il bambino cercò frenetico nello zaino che si era portato appresso.
Incominciò ad estrarre una merendina, una matita, un pastello blu e uno giallo, un fazzoletto usato e in fine un paio di occhiali da sole.

Appoggiò tutto sul bancone e l’omaccione dai denti neri toccò e rigirò ogni oggetto. Si mostrò interessato quando Isacco scarabocchiò sul legno con quello strano bastoncino dalla punta colorata, ma non riuscì a nascondere la sua cupidigia dopo che il bambino gli ebbe fatto indossare gli occhiali.

La trattativa si concluse velocemente con reciproca soddisfazione e Isacco sgusciò via velocemente con il nuovo cannocchiale in cambio del contenuto del suo zaino.

Intanto il cielo si era oscurato, il volume delle risate e delle urla si era alzato e anche le donne negli abiti vistosi sembravano minacciose.

Sarà meglio tornare”
” e in fretta: guarda come ci osservano!!!”

Allungarono il passo, zigzagando fra la folla e, giunti in prossimità della spiaggia, si lanciarono in una corsa affannosa.
Velocemente, si infilarono tra i cespugli e si accucciarono nel valigione bianco, mentre udivano vicine le voci degli uomini che li avevano seguiti.

– Voglio tornare a casa!- ordinò Galileo chiudendo gli occhi…
e si ritrovarono in lavanderia.

Quella sera, quando fu ora di andare a dormire, i due gemelli scrutarono il cielo che apparve più vicino e ancor più meraviglioso grazie al cannocchiale dei pirati.

Immagine tratta da:  http://it.wikipedia.org/wiki/La_valorosa_T%C3%A9m%C3%A9raire

Annunci

11. ROMEO E ARIA e Queen

Gustav Klimt: Viale nel parco dello Schloss Kammer – 1912
Olio su tela 110X110cm
Österreichische Galerie Belvedere – Vienna

20140424-003859.jpg

La storia del giorno: venerdì 25 aprile

Venerdì Giovanni era a casa da scuola e la mamma gli chiese di aiutarla a pulire i fagiolini. Mentre lavoravano in cucina, grata, la mamma si mise a raccontare:

La storia cominciò.

Lunedì a scuola Romeo tentò invano di scoprire quale classe frequentasse la bambina dai capelli lunghi: nessuno sembrava conoscerla.
Dopo giorni di inutili ricerche, i due fratelli conclusero che la ragazzina fosse alunna di un istituto privato, per cui decisero di lasciare ad Aria il compito di continuare le indagini.

Romeo accompagnò la sorellina fuori dal cancello della grossa villa e rimase all’angolo della strada a fare da “palo“, mentre Aria si avvicinava il più possibile per contattare la loro rana, tenuta prigioniera nel parco e per aiutarla a fuggire.

Dopo pochi minuti una grossa auto si fermò e, mentre la bambina dai capelli lunghi scendeva, udirono una voce di donna:

– Su, da brava, incomincia a fare i compiti con la Tata, io tornerò tra poco!-
– Voglio venire anch’io con te!-
– La prossima volta! Corri: ti ho aperto il cancello!-

I due fratelli ebbero appena il tempo di prendersi per mano e fingere di passeggiare, che furono investiti dalla bambina.

– Voi? Che cosa ci fate qui? – poi rivolta a Aria :- Ti avevo avvertita di non spiarmi-

Romeo si erse in tutta la sua statura per difendere la sorellina. Quindi cercò di sorridere.

– Ciao, non ti ho mai visto a scuola!-
– Infatti.-
– Mi chiamo Romeo-
– Uffa, che cos’è un vizio di famiglia? A casa vostra insegnano solo a dire il nome? …. My name is Romeo… The pen is on the table… Dai spostati: devo entrare!-

In quel momento, la Tata si affacciò in fondo al viale di ingresso:
– Queen, sei con degli amici?-

– Come ti chiami??- si lasciò scappare uno stupito Romeo.
– Queen-

Aria sussurrò al fratello :- Ma quello è un cognome!-

La ragazza dai capelli lunghi si voltò:
– Sei proprio ignorante! Q-U-E-E-N é inglese e vuol dire REGINA!!!-

La Tata intanto li aveva raggiunti:
– Non inviti i tuoi amici ad entrare?-

I due fratelli si scambiarono uno sguardo di intesa.
– Ci sono le ninfee? – domandò Aria allungando la manina verso la Tata, per farsi accompagnare.

– Bel parco! – Romeo spostava il peso da un piede all’altro, cercando di nascondere la sorella alla vista di Queen.
– Hai un cane?-
– No – e poi rivolgendosi alla Tata: – Devo studiare, loro adesso se ne vanno!-

La donna si avvicinò a Romeo con un sorriso di scusa, mentre Aria rimaneva accucciata vicino alle ninfee.
-Tornate ancora! – gli disse.
Aria,dopo pochi istanti, li raggiunse con un sorriso smagliante.
– Grazie Queen, le tue ninfee sono proprio belle!-

La ragazzina dai capelli lunghi si allontanò scuotendo il capo.

Appena furono a casa, Aria, raggiante, estrasse la rana dalla tasca e la liberò vicino alla fontana.
– Sta bene – rassicurò Romeo- Adesso è solo stanca.-

Immagine tratta dal sito: http://lottovolante.plnet.forumcommunity.net/?t=42793610

DIANA

Vincent Van Gogh: Bosco – 1887
Olio su tela – cm. 46 x 55,5
Amsterdam – Rijksmuseum

20140423-102749.jpg

La storia del giorno: mercoledì 23 aprile.

Mercoledì Luigino andò a fare una passeggiata con mamma e papà in montagna. Nonostante il sentiero fosse in salita, il bambino continuava a correre avanti e indietro. Alla fine, stanca di richiamarlo perché non si allontanasse, la mamma decise di trattenerlo con un racconto.

La storia cominciò.

Diana aveva le guance tonde tonde e un fermaglio azzurro fra i capelli.
Quando nacque, la nonna pose sul suo lettino un acchiappasogni e si raccomandò di non toglierlo mai.

Diana ogni notte faceva sogni meravigliosi, perché tutte le sere il suo papà controllava che il talismano della nonna vegliasse su di lei.
Era un acchiappasogni bellissimo con una goccia d’argento e un turchese ed era il primo oggetto a essere messo in valigia quando Diana partiva.

Un giorno, però, Diana andò in gita con la scuola e decise di essere diventata troppo matura per dormire ancora con l’acchiappasogni, così, per la prima volta, lo lasciò in fondo allo zaino.

Si addormentò e si trovò a vagare in un bosco: riconobbe le cortecce bianche degli alberi. Era già stata in quella foresta altre notti e si fermò a parlare con i pioppi: le femmine erano molto orgogliose delle loro chiome voluminose e non perdevano occasione per farsi ammirare:

– Ciao Diana, guarda come sono grandi e verdi le mie gemme!-

– Osserva bene, piuttosto: non ti sembra che le sue foglie si stiano diradando? Confrontale con le mie che brillano come piccoli soli!-

– C’è qualche nido nuovo?- tentò di cambiare argomento Diana

– Una famiglia di merli si é appena trasferita ai piani alti-
– E scoiattoli, un’intera colonia: corrono tutto il giorno, mi stanco solo a guardarli!-

Si udì un fruscio che a poco a poco salì di intensità, fino a quando la ragazzina percepì distintamente:
– Diana é diversa: non sembra anche a voi?-

I pioppi si piegarono verso di lei.
– Dov’è il tuo fermaglio azzurro?-

Diana si toccò i capelli e, quando alzò gli occhi, gli alberi le parvero meno amichevoli, quasi minacciosi.

Le fronde iniziarono ad agitarsi e la ragazzina per la prima volta si sentì in pericolo e desiderò svegliarsi.

Si alzò un vento gelido che incurvava le piante, impedendole ogni fuga.
Aveva freddo e si guardava intorno smarrita, mentre tutto diventava più buio.

Improvvisamente, vide una luce farsi strada fino a lei e riconobbe il viso della nonna.
– Afferra la mia mano – le disse – e chiudi gli occhi-

In quel momento Diana si svegliò ansante, ma al sicuro nel suo letto.
A piedi nudi raggiunse la sedia dove aveva appoggiato il suo zaino, recuperò il suo acchiappasogni e, stringendolo in mano, tornò finalmente a dormire serena.

Immagine tratta dal sito http://www.frammentiarte.it/dall’Impressionismo/

A chi interessa sapere di più sul significato degli acchiappasogni :
http://ildominatoredipoteri.wordpress.com/dossier-delle-informazioni/acchiappasogni/significato-parti-del-acchiappasogni/

10. ROMEO nel parco

Claude Monet: Sentiero del giardino di Giverny – 1902
Olio su tela – cm. 92 x 89
Vienna – Kunsthistorisches Museum

20140420-224529.jpg

La storia del giorno: lunedì 21 aprile

Lunedì era festa, così alla sera, toccò al papà accompagnare Giovanni a dormire.

La storia cominciò.

Romeo sentiva il suo cuore battere forte, mentre incontrava gli occhi di Aria che lo scrutavano.

– Dove sei stato?-
– Nel parco della gazza e una bambina ha cercato di prendermi…cioè di afferrare la rondine per la coda…-
– Era una ragazzina con i capelli lunghi?-
Romeo annuì.
– L’ho incontrata, sai? Un giorno in un negozio, ero con la mamma, mi ha parlato: ha accusato me e te di spiarla …-
– Come? Perché non me l’hai detto?-
Aria scosse il capo con un mezzo sorriso.

– Dovrò tornare per scoprire cosa nasconde…-
– Sei sicuro?-
Romeo fece un cenno col capo.
– Allora ti aiuterò, non devi più “fare il botto” senza avvisarmi, é troppo pericoloso. Che cosa sarebbe successo se tu fossi rimasto troppo tempo nella rondine?-
– Non lo so e non voglio scoprirlo, mi sono spaventato davvero.-

Domenica era una bella giornata di sole, i due fratelli si godevano il pomeriggio vicino alla fontana, quando una rana guizzò fuori dallo stagno. Aria la prese delicatamente in mano, parlandole per tranquillizzarla.

Allora Romeo si concentrò …sentì un gran botto e si trovò fra le dita della sua sorellina che lo portò verso la villa da esplorare. Poi lo fece passare fra le sbarre del cancello e tornò di corsa in giardino, pronta a intervenire se ci fossero stati problemi.

Tutto appariva incredibilmente “grande” agli occhi della rana e Romeo non riusciva ad orientarsi: era stato lì solo due volte e per di più in volo.
L’erba era troppo alta, saltellò fino alle aiuole fiorite e udì la bambina cantare.
Si immobilizzò sentendosi esposto, ma lei lo vide.

– Cosa ci fai qui?- si chinò, ma la rana ebbe un balzo, cercando di tornare fra i cespugli.

– Non scappare, non viene mai nessuno a giocare con me! C’era una gazza, ma se ne è andata…e poi stava sempre sul ramo a gracchiare, anche se le avevo regalato un mio bottone dorato!-

Romeo si fermò: infondo si era recato lì per investigare e quell’attimo di immobilità gli costò caro.

La ragazzina catturò la rana che invano cercò di sgusciarle dalle dita.
– Ti porto in un bel posto, non avere paura!- e la posò tra le ninfee.

In quel momento Aria decise che suo fratello era stato assente abbastanza, urtò la spalla del bambino e Romeo si ritrovò nel suo corpo.

– Come è andata? –
– Lei ha catturato la rana-
– E adesso?-
– Per il momento va bene così, penso che la bambina avrà cura del suo nuovo animaletto: desiderava qualcuno con cui giocare e poi il posto è bello!
Comunque la terremo d’occhio, non ti preoccupare! –

Immagine tratta da http://davidemauro.blogspot.it/2011/06/sentiero-nel-giardino-di-monet-giverny.html

9. DUE DENTI e la bolla arancio.

Joseph Mallord William Turner: Il mattino dopo il Diluvio, 1843
olio su tela, 78,7 x 78,7 cm
Londra, Tate Gallery

20140418-003335.jpg

La storia del giorno: venerdì 18 aprile

Venerdì Marina proprio non aveva fame, così, fra un cucchiaio e l’altro…

La storia incominciò

Due Denti si svegliò e decise di coinvolgere Rossa e Azzurra insieme in una nuova avventura, in modo che le due bimbe potessero conoscersi meglio.

Le andò a prendere e si posizionarono vicino all’orchestra. Due Denti trattenne Rossa per il polso, per impedirle di cacciarsi in una bolla a caso e attese che dalla batteria si formasse una bolla arancio.

Con un sonoro plop sbucarono in un campo fiorito. Azzurra irruppe in una risata cristallina e iniziò a correre. Al suo passaggio si sollevarono in volo miriadi di farfalle colorate.

– Attenta, non vedi che rompi tutti i petali dei fiori!- strillò Rossa

– Sono ali, guarda meglio!- intervenne Due Denti

Rossa serrò la bocca in una smorfia.

Si inoltrarono in mezzo alle margherite, ma a un tratto Rossa si diresse verso una distesa di tulipani altissimi, che si muovevano cadenzati dal suono della batteria.

– Torna indietro, è pericoloso!- ma la bimba, ancora contrariata, finse di non sentire.

Proprio in quel momento si udì un colpo di grancassa e il tulipano più vicino a lei si inclinò e con la sua corolla la inghiottì tutta quanta.

– Mettimi giù…..Come ti permetti… Ho detto….mollami immediatamente!!!-

Poi Azzurra e Due Denti non udirono più nulla.

– Fermati qui, andrò solo io –
Azzurra scosse il capo e seguì Due denti, inoltrandosi fra i fiori arancioni.
– Trattieni il fiato, come se nuotassi sott’acqua.-
Quando furono più vicini, aggiunse:
– Riconosci la corolla che l’ha presa?-

La bimba si diresse sicura verso un fiore che sussultava fuori tempo.
I due si misero a scrollare il gambo con forza, fino a quando riuscirono a inclinarlo al punto che Rossa rotolò ai loro piedi, in un groviglio di petali, da cui sbucò sorridendo e disse:

– Wuau, che esperienza!-

I suoi capelli erano diventati arancioni e aveva gli occhi rotondi come due mandarini.

– Ti avevo avvisato che era pericoloso- sbottò Due Denti
– Pericoloso? È stato fantastico! – lo interruppe con una risatina- Oh, Azzurra tu sei bellissima, davvero!-

Due Denti le prese per mano e le trascinò lontane dai tulipani. Rossa cercava di afferrare le farfalle al volo, in goffi tentativi e allora Azzurra ne catturò una dai colori sgargianti e gliela posò delicatamente fra le dita.

– Presto, dobbiamo risalire la collina e cercare di respirare più profondamente-

Rossa li seguiva, oscillando, mentre ridacchiava fra sé.

– Inspira forte!-

Quando arrivarono in cima, gli occhi di Rossa si erano diventati simili a due grandi ciliegie e i capelli conservavano solo qualche striscia arancio. Il suo sorriso, però, rimaneva.

I tre si sdraiarono a guardare il sole che stava per tramontare.

Quando la palla arancione sparì definitivamente, Due Denti prese le sue compagne per mano e le trascinò fuori dalla bolla-avventura.

Quindi spinse Azzurra nella sua bolla-nanna, poi fu il turno di Rossa, finalmente si impossessò della sua e crollarono a dormire.

Immagine tratta da Joseph Mallord William Turner, Luce e colore (teoria di Goethe.) http://elc.w3.calvino.ge.it/

5. ISACCO E GALILEO e le vacanze di Pasqua

“Il mare a Saint Palais” di Armande Guillaumin

20140415-133316.jpg

La storia del giorno: martedì 15 aprile

Le scuole erano chiuse, ma pioveva senza sosta. Marina si annoiava e allora il suo papà decise di raccontarle di Isacco e Galileo.

La storia cominciò

Per le vacanze di Pasqua, Isacco e Galileo andarono con i loro genitori a casa della nonna al mare, dove purtroppo erano invitati anche la zia Lori e lo zio Pio.
La zia Lori era la sorella di papà e sapeva tutto di ogni argomento, anche su come si dovevano educare i bambini, nonostante in casa sua non fosse mai entrato né un cagnolino e neppure un pesce rosso, né tanto meno un figlio.

– I tuoi gemelli vanno in giro con il naso per aria – diceva sempre zia Lori alla mamma- devi intervenire e insegnare loro un po’ di disciplina!-

Come ogni volta, appena arrivati, la zia si offrì di accompagnare i bambini al mare, mentre la mamma avrebbe disfatto i bagagli.

Giunti in spiaggia, la zia estrasse dalla borsa il lavoro a maglia e si mise a sferruzzare, obbligando Isacco e Galileo a sedersi accanto a lei, fermi e composti a “respirare l’aria buona”.

Galileo scelse un sasso piatto e stava per gettarlo in acqua per farlo rimbalzare, quando la zia, senza distogliere gli occhi dai suoi ferri, intervenne:

– Metti giù, potresti colpire qualcuno- anche se la spiaggia era deserta.

“Uffa che barba!”

Galileo si chinò per togliersi le calze e le scarpe.

– Che cosa stai facendo?- intervenne nuovamente la zia
– Vado a bagnarmi i piedi nel mare-
– Assolutamente no, troppo freddo!-

Allora i due bambini si misero a raccogliere i sassi rossi. Poi si sedettero e incominciarono a battere i ciottoli colorati fra due massi grigi per disintegrarli.

– Ragazzi, smettetela, fate troppo rumore, mi state assordando!!!-

Isacco, quasi quasi butto lei in acqua e poi guardo se rimbalza”
“É troppo pesante, non riusciresti mai a smuoverla!”
“Se fingo di cadere in mare, dici che verrebbe a tirarmi su?”

Galileo, non ci provare!” udirono distintamente entrambi la voce della maestra Paola.

I due gemelli si guardarono intorno, ma eccetto loro tre, la spiaggia era ancora deserta e la zia continuava a sferruzzare, senza nemmeno alzare la testa dal suo lavoro.

“Intanto fra poco pioverà e vi bagnerete lo stesso!” Continuò la voce della loro insegnante

“Isacco l’hai sentita anche tu?”

“Guarda Galileo, sta arrivando un nuvolone nero!”

Finalmente tranquilli, i due gemelli si misero a scrutare il cielo, mentre la zia Lori, ignara del temporale imminente, lavorava a maglia e sbuffava:

– Sempre col naso per aria, questi due!-

La pioggia giunse all’improvviso, tanto fitta che in attimo tutti e tre furono grondanti.

– Presto bambini, correte- ordinò la zia, con i capelli appiccicati alla faccia.

Arrivarono a casa completamente fradici e, mentre la mamma li accompagnava a cambiarsi, udirono la nonna sbottare verso la zia Lori:

– Come hai fatto a non accorgerti che il cielo si era fatto grigio? Tu sei sempre con il naso nel tuo lavoro a maglia!-

Per un istante, Isacco e Galileo colsero la mamma mentre arricciava le labbra e tentava di soffocare una risata

Immagine tratta da:” Dipingere la luce. A Palazzo Strozzi mostra sull’impressionismo ” (http://www.artsblog.it). “

9. ROMEO E ARIA e la bambina dai capelli lunghi

La storia del giorno: sabato 12 aprile

ARIA e la bambina dai capelli lunghi

La storia di sabato
Giovanni si era lamentato perché l’ultima avventura di Romeo era stata troppo breve e così il papà sabato, mentre lavava l’auto, si mise a raccontare…

La storia cominciò

Ogni volta che passavano davanti alla villa con il parco, Romeo e Aria non resistevano alla tentazione di dare una sbirciatina, per controllare il nido della gazza.

Ben presto si accorsero che in quella casa viveva una bambina; non la incontravano mai, ma c’erano chiare tracce della sua presenza: una bambola abbandonata sull’altalena, una casetta con le seggioline, una bicicletta…

Un giorno Aria era andata a fare le commissioni con la mamma, quando si accorse di essere osservata da una ragazzina dai capelli lunghi.

– Tu e tuo fratello mi spiate- le disse, senza nemmeno salutarla.

– Io mi chiamo Aria e tu?-

– Non mi hai sentita? Non voglio sapere il tuo nome, devi smettere di guardare me e la mia casa!!!-

Per fortuna, la mamma aveva appena pagato la spesa, così Aria le allungò la manina e insieme uscirono dal negozio.

Non raccontò a Romeo dell’incontro, ma ben presto suo fratello si accorse che Aria gli faceva compiere dei lunghi giri per non passare più davanti alla villa con il parco.

– Hai incontrato la gazza?- le domandò un pomeriggio- È stata scortese con te?-

Aria si limitò a scuotere il capo, così Romeo pensò di investigare per conto suo.

La storia del giorno: domenica 13 aprile

ROMEO e la bambina dai capelli lunghi

La storia continuò

Romeo stava facendo i compiti, quando vide una rondine volare proprio vicino alla sua finestra, allora si concentrò …sentì un gran botto e si trovò appollaiato su un ramo.

Dopo il primo attimo di vertigini, si librò nel cielo, rasentando gli alberi e liberò la sua gioia in un garrito.

Poi si diresse verso il parco della villa, fino a raggiungere il nido della gazza. Lo trovò vuoto e abbandonato: era sparita anche tutta la refurtiva accumulata dalla sua proprietaria.

In quel momento udì una bambina cantare.
La rondine scese in picchiata per poterla vedere: la ragazzina aveva i capelli lunghi e cercò di afferrarla per la coda.

– Vieni qui, fermati con me! – ordinò

Romeo, guardingo, si avvicinò alle mani protese: la bimba fece un mezzo sorriso :- Su, lasciati prendere!-

Il cuore della rondine batteva forte e Romeo non sapeva come ritornare nel suo corpo. Lottò per non farsi dominare dal panico.

Poi, si alzò in volo, sfiorando con le ali i lunghi capelli della ragazzina in una carezza, ma lei si mise a supplicare: – Resta con me, per favore!- poi più forte :- Non andare!
Alla fine strillò:- Ti ordino di tornare indietro!-, ma ormai la rondine aveva raggiunto la casa di Romeo.

Romeo dalla finestra vedeva se stesso ancora seduto alla scrivania della sua cameretta.
Decise di cercare Aria. La individuò in giardino e si mise a garrire freneticamente.

Senza perdere tempo, sua sorella corse alla scrivania e toccò la spalla del bambino chino sui compiti.

Romeo si ritrovò nel suo corpo, mentre la rondine, ancora stordita, tornò a volare, alta nel cielo.