1. BOLLICINO

Vasilij Kandinsky: Quadro con arciere -1909

Olio su tela, cm.177 x 147

New York l Museum of Modern Art. 

La storia del giorno: 26 agosto

La storia cominciò.
Bollicino era nato in primavera. Quando venne l’estate i suoi genitori lo portarono in montagna

– Tassativamente sotto i mille metri – disse la mamma 

e affittarono uno chalet che si affacciava su un bellissimo prato.
Bollicino stava tutto il giorno nella sua carrozzina e guardava i fiori, le farfalle e i bimbi muoversi intorno a lui.

Un giorno una bambina dalle treccine bionde si mise a fare le bolle di sapone accanto alla carrozzina: erano tonde e volavano davanti agli occhi interessati di Bollicino. Si alzavano in cielo cambiando colore sotto ai raggi di sole: salivano, salivano e poi sparivano in uno spruzzo.
Bollicino aveva pochi mesi: sapeva solo mangiare, piangere, dormire, sorridere ed emettere i primi versi, ma quella sera scoprì che poteva anche fare le bolle.
La mamma, asciugandogli le labbra con una bavetta, disse alla nonna :- Guarda Bollicino forse sta mettendo già i denti.-
Bollicino continuò ad esercitarsi a fare bolle sempre più grandi, mentre la mamma e la nonna si affannavano ad asciugargli il mento.
– Povero bimbo – gli sussurravano – chissà quanto male hai in bocca! –

Bollicino sorrideva sdentato.
Finalmente, in una bella mattina di agosto, mentre la mamma e la nonna chiacchieravano prendendo il sole, Bollicino riuscì a formare una bellissima bolla, senza che nessuno intervenisse con una bavetta.

La bolla incominciò a crescere, crescere sempre di più fino a quando inghiottì lo stesso Bollicino e lentamente iniziò a sollevarsi dalla carrozzina.
Fu a quel punto che la nonna urlò:

– Presto, corriamo: Bollicino sta volando via! –

La mamma si alzò immediatamente dalla sdraio e si mise a inseguire la bolla che si stava portando via il suo bambino.
Bollicino intanto rideva contento e spalancava gli occhi per guardare il prato, le foglie, le farfalle e i bambini mentre una folata di vento lo trasportava volando a poca distanza dal suolo.

 Attraversò il prato, sfiorò le acque di un ruscello e la mamma e la nonna correvano affannate dietro di lui. Ben presto si unirono i bambini che stavano giocando, le tate che li accudivano: una vera folla inseguiva la bolla che trasportava Bollicino.
Giunse vicino al torrente dove un signore grande e grosso stava pescando. 

– Ohibò, che cosa succede? – esclamò.

Si girò di colpo per scoprire la fonte del trambusto che gli stava facendo scappare tutti i pesci e quasi si scontrò con la bolla che galleggiava a pochi centimetri dal suo naso.
Lesto, lesto, afferrò il retino che teneva sempre a portata di mano per catturare le trote più grosse e, con un balzo, intrappolò la bolla.
Fu raggiunto immediatamente dal manipolo di inseguitori, capeggiati dalla mamma ansante di Bollicino: la bolla si dissolse in uno spruzzo e Bollicino fu consegnato incolume alla sua famiglia.
– Grazie mille – la nonna ringraziò il pescatore mentre un applauso scrosciava spontaneo.

L’uomo sorridendo, scuoteva il capo e sussurrava : – Mia moglie questa sera non crederà mai al mio racconto e mi dirà ancora una volta che sono un fanfarone! –

Bollicino fu riportato a casa e immerso nella vasca perché, in ricordo della sua avventura, emanava un disgustoso odore di pesce. 

Immagine tratta dal sito: http://cultura.biografieonline.it/kandinsky-arciere/

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