1. ROMEO

La storia del giorno: domenica 2 marzo

Ogni domenica sera, toccava al papà di Giovanni dire la fatidica frase :” É ora di andare a dormire” .
Questa volta, però, Giovanni puntò i piedi e chiese:- Voglio una storia come quelle che racconta la mamma di Marina!-
Il suo papà, per non essere da meno, trasse un bel respiro.

La storia cominciò

C’era una volta un bambino che si chiamava ROMEO e giocava nella squadra di calcio della scuola, anche se non era tanto bravo.
Quel giorno, dopo solo 10 minuti, lo mandarono in panchina.
Romeo cercò di interessarsi comunque alla partita che si svolgeva in campo, ma, d’improvviso, senti un gran botto e si trovò sospeso in alto a guardare giù.

Vide i bambini giocare come prima e se stesso ancora seduto sulla panchina ad annoiarsi: niente era cambiato. Incominciò a battergli forte il cuore. Nessuno si era accorto di nulla, ma lui era lassù anche se Il suo corpo continuava a respirare e a guardarsi intorno come se dentro ci fosse ancora lui, Romeo. Allora si mise a piangere, ma il Romeo sulla panchina stava sorridendo…
Che cosa era successo?

Una rondine gli sfrecciò vicina e Romeo desiderò di volare via con lei…ed ecco che era diventato la rondine: era lui, Romeo a planare dove i suoi compagni stavano rincorrendo la palla. Rise allora, ma quello che udì uscire dal suo petto fu solo un garrito.
Continuò a volare in mezzo ai giocatori, creando scompiglio, distraendo gli avversari, così la sua squadra andò a segnare un goal.

Tutti esultarono, si alzarono in piedi ad abbracciarsi, perfino i suoi compagni che erano stati esclusi dal gioco come lui. Quando Enrico diede un gran pacca alla sua spalla, ecco che improvvisamente si ritrovò nel suo corpo, mentre la rondine riprendeva il suo volo verso il cielo.

Romeo sbattè forte gli occhi, trasse un profondo respiro e abbracciò a sua volta Enrico.
Era felice di essere tornato, ma una parte di lui avrebbe voluto continuare a librarsi ancora una volta lassù.

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2. DUE DENTI E VERDE

Claude Monet
Salice piangente – Il ponte giapponese a Giverny (c.1918)

Dimensioni :
131 x 150 cm

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La storia del giorno: mercoledì 26 febbraio

Mercoledì  Marina non vedeva l’ora di sapere qualcosa in più su DUE DENTI, e così, quando fu sera, dopo aver mangiato ancora tutta la pappa,  disse alla mamma:
– Raccontami una storia –
La storia cominciò:

Le bolle-avventura venivano prodotte da un’orchestra: le bolle nate dalla batteria erano le più pericolose, quelle dal flauto erano le più riposanti.

La bolla verde di mercoledì era appunto nata dalle note del flauto.

DUE DENTI entrò e si trovò a strisciare in un mare d’erba.

Un vento leggero gli aprì un sentiero che lo condusse dentro alle fronde di un salice piangente. Lì era fresco e profumava di caramella alla menta.

DUE DENTI si guardò intorno, i rami muovendosi provocavano una musica dolce e, seguendo le note, vide, rannicchiato come in un nido, un bambino tutto verde che stava dormendo.

DUE DENTI inclinò il capo per guardarlo meglio e lui si svegliò e iniziò a stiracchiarsi. Si bloccò di colpo, gli occhi puntati su di lui, e i due bambini rimasero immobili a  studiarsi.

– Mi chiamo DUE DENTI – fu il primo a presentarsi

– e tu ti chiami VERDE – proseguì poiché l’altro continuava a tacere

–  e questa sarà la nostra capanna.-

Con le fronde del salice al posto delle penne, intrecciarono due copricapo da INDIANI, trasformarono la loro capanna in TIPI’ e giocarono insieme fino a quando furono stanchi.

Quando il sonno incominciò a fare chiudere loro gli occhi, DUE DENTI prese VERDE per mano e lo trascinò con sé fuori dalla bolla-avventura, cercò una bolla-nanna e lo spinse dentro, poi si impossessò della bolla-nanna vicina e finalmente crollarono a dormire.

Fu così che VERDE diventò il primo degli SDENTATI.

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1. DUE DENTI

La storia del giorno: martedì 25 febbraio

Martedi, stranamente, Marina aveva mangiato tutta la sua pappa senza fare capricci…
ma, quando venne l ‘ora di andare a dormire, puntó i piedi e disse alla mamma:
– Raccontami una storia –
La storia cominció

C’era una volta un mondo d’acqua: acqua in alto come cielo, acqua in basso come terra. E tante bolle, bolle come stelle, bolle come isole.
Galleggiavano… alcune lente e sognanti, accompagnate da una melodia dolce, altre turbinose come sonagli agitati troppo in fretta, scagliati da in cima a una scala, saltellando con qualche nota stonata per l’urto di un gradino.
Gettavano bagliori di calore che dolcemente scomparivano gli uni negli altri come la luce su un pezzo di vetro, al suono. della propria musica.
E in quel mondo viveva DUE DENTI.
DUE DENTI non era un pesce, DUE DENTI era un bambino tondo tondo. I suoi occhi blu – come le bolle – riflettevano i colori dei suoni, fino a diventare quasi rossi nei momenti di rabbia. Vestiva un fiocchetto azzurro che cambiava a anch’esso colore assieme ai suoi occhi.
Due Denti nuotava a carponi col sedere all’insù, poi si rifugiava nelle bolle: nelle bolle- nanna dormiva, nelle bolle-avventura poteva vivere delle bellissime storie.
Mercoledì DUE DENTI decise di entrare nella bolla verde