11. DUE DENTI e la bolla oro.

Gustav Klimt: Buchenwald/ Birkenwald 1903

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La storia del giorno: mercoledì 21 maggio.

Mercoledì Marina non aveva per niente fame. La mamma, per farla mangiare, le promise una nuova avventura di Due Denti con tutti gli Sdentati.

La storia cominciò.

Il sax suonava un assolo jazz.
Due Denti, dopo avere svegliato i quattro Sdentati, si infilò in una bolla abbastanza grossa da contenerli tutti.

Con un sonoro plop, sbucarono in un bosco dove gli alberi fitti rilucevano con bagliori autunnali.

– Guarda, un tappeto d’oro!- disse Verde entusiasta

– Sono foglie cadute, non senti come scricchiolano? – puntualizzò Rossa.

In quel momento, Micio scappò dalle braccia di Verde e, immediatamente, scomparve fra i pioppi.
Gli Sdentati si sparpagliarono all’inseguimento e, dopo pochi istanti, si erano persi.

Verde e Azzurra irruppero in un prato di girasoli e si misero a cercare tra i fiori il gattino di nuvola.

Rossa, invece, si trovò in una piatta radura, abbagliata da un sole infuocato che sembrava incendiarle i capelli.

Solo Due Denti e Senape erano rimasti nel bosco, tentando di organizzare la ricerca in modo razionale.

– Hai visto dove sono andati?- chiese Senape.
– Azzurra e Verde a destra. – Due Denti sospirò: – Tu occupati di loro, non dovrebbero essere lontani; io penserò a Rossa che è schizzata dall’altra parte, poi ci ritroveremo qui-

Rossa si guardava intorno sconsolata, con gli occhi socchiusi per la luce troppo forte: anche i sassi a terra mandavano bagliori accecanti.

Si accorse di essere rimasta sola: pensò di mettersi a chiamare gli altri ad alta voce, ma l’orgoglio glielo impediva. Per un istante fu colta dal panico.
Il sax stava suonando accordi stridenti.

Mentre lottava per trattenere le lacrime, le sembrò di cogliere un movimento in quella distesa piatta: c’era un bambino tutto d’oro, chino a giocare coi ciottoli.
Alzò la testa e la vide:

– Stai piangendo? – le domandò gentilmente.

Rossa tirò su dal naso:- Che cosa dici? È la luce troppo forte che mi fa lacrimare!-

– Olà Rossa, cortese come sempre! – Due Denti scelse proprio quel momento per ritrovare la Sdentata perduta.
La musica scivolò più lenta.

Rossa lo ignorò e si rivolse all’altro bambino:
– Che cosa stai facendo?-
– Gioco con le pepite-

– Io mi chiamo Due Denti – intervenne il nuovo arrivato per presentarsi – lei Rossa e tu..;

– e tu ti chiami ORO – proseguì poiché il bimbo li guardava col capo reclinato, senza parlare.

– Noi dobbiamo tornare, tu vieni con noi?-

– Noi ci fermiamo a giocare con le pietre – lo interruppe la bambina.

Due Denti la ignorò : – I nostri amici ci aspettano nel bosco …-

– Non sono mai stato nel bosco.-

Due Denti lo prese per mano e si avviò seguendo le note del sassofono.

Rossa velocemente raccolse due pepite rilucenti e se le mise fra i capelli.
Gli altri due finsero di non avere visto e proseguirono.
Si inoltrarono per un sentiero che li condusse al punto di incontro.

Senape li stava aspettando con Azzurra e Verde che stringeva forte Micio.
Rossa giunse di corsa e disse:

– Guardate chi ho trovato: si chiama Oro, non è carino?-

Micio si sporse ad annusare il nuovo arrivato che già si stava rotolando felice nel tappeto di foglie, mentre Azzurra rideva, Senape scuoteva il capo e poi si rivolgeva a Rossa, sfiorandole i capelli: – Proprio belli i tuoi fermagli nuovi!-

Quando furono stanchi, DUE DENTI prese i bambini per mano e li trascinò fuori dalla bolla-avventura. Quindi spinse ognuno nella propria bolla-nanna, ne cercò una libera per Oro, si impossessò della sua e finalmente tutti quanti crollarono a dormire.

Fu così che Oro entrò a far parte degli SDENTATI.

Immagine tratta dal sito: http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2012/3/112285.html

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10. DUE DENTI e la bolla buia

Claude Monet: Ninfee – 1920
Olio su tela 118 × 83 cm.
Musée des Beaux-Arts- Grenoble

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La storia del giorno: mercoledì 7 maggio.

Mercoledì sera, Marina non voleva spegnere la luce e andare a dormire, così la mamma, tenendole la mano, si mise a raccontare.

La storia incominciò.

Il basso suonava note cupe e ritmate. Due Denti, dopo avere svegliato Senape e Rossa, si infilò nella prima bolla abbastanza grossa da contenerli tutti.

Con un sonoro plop sbucarono in una notte buia, senza luna e senza stelle.
Immersi in un nulla nero, i rumori intorno a loro risultavano amplificati.

– Annusate anche voi: riconosco una fragranza di tiglio-

– Rossa, ormai senti profumi di fiori ovunque vai!-

Le note del basso scandivano il loro procedere in quel mare di inchiostro.
Due Denti si fermò di colpo e anche le note tacquero. Avanzò e i suoni ripresero, adattandosi al suo ritmo.

– Non mi piace qui- protestò Rossa – non si vede niente!-
– In effetti non sappiamo nemmeno dove ci troviamo- concordò Senape

– Due Denti facci uscire di qui, subito!…
…per favore…- lo pregò la bimba

– Se ordino alla bolla di buttarci fuori, prima o poi verremo risucchiati qui comunque.-
– Ti prego, inventeremo qualcosa!-
– Io ci sto-
– Va bene: allora, ragazzi, datemi la mano…F U O R I !-

Immediatamente i tre si ritrovarono a galleggiare vicino all’orchestra.

– Ora entriamo in una bolla gialla –
– Io dico di provare in quella rossa: ci servono le palle di fuoco per fare luce!-
– No, troppo pericoloso, potremmo provocare un incendio.-

Due Denti si succhiò il pollice e poi esclamò : – Rossa, hai ancora il tuo fermaglio a forma di chitarra?-

La bimba impallidì:- L’ho nascosto, perché Verde lo voleva per Micio –
– Dove?-
– Poi me lo ridarete e non direte niente?-
– Dove?-
– Sotto la batteria-
– Prendilo, dobbiamo fare presto!-

Con il fermaglio recuperato, i tre si tennero nuovamente per mano.
– D E N T R O ! – e ripiombarono nelle tenebre.

– Adesso?-

Le note del basso avevano ripreso a cadenzare il loro incedere.

– Se ci fermiamo anche la musica tace, se avanziamo ricomincia: Senape tu soffierai sulla chitarra e poi inizieremo a muoverci e vediamo che cosa succederà-

– Perché suonerà Senape? il fermaglio è mio-
– Perché Senape pensa, invece di frignare –

Le note del basso, regolate dagli spostamenti di Due Denti, e quelle della chitarra si fusero in un intreccio di melodie, mentre le tenebre, come i neri tendoni di un sipario, assecondavano il loro ritmo.
Gli occhi di Rossa rilucevano come due palle di fuoco e, per vincere la paura e la inattività, senza nemmeno accorgersene, la bimba si mise a canticchiare con la sua voce stridente.

Ci fu un lampo, l’oscurità si squarciò e, ancora avvolto nel blu profondo della notte, apparve davanti a loro un meraviglioso giardino.

Abbandonata ogni paura, seguirono il placido ruscello che scorreva tortuoso, inoltrandosi al ritmo della musica fra le foglie.
La notte adesso era dolce, inondata dai profumi e Senape con un gran sorriso restituì il fermaglio a Rossa, nascondendoglielo fra i capelli.
Il viso della bimba si illuminò e tutti e tre fecero ritorno nelle loro bolle-nanna.

Immagine tratta dal sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Claude_Monet

9. DUE DENTI e la bolla arancio.

Joseph Mallord William Turner: Il mattino dopo il Diluvio, 1843
olio su tela, 78,7 x 78,7 cm
Londra, Tate Gallery

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La storia del giorno: venerdì 18 aprile

Venerdì Marina proprio non aveva fame, così, fra un cucchiaio e l’altro…

La storia incominciò

Due Denti si svegliò e decise di coinvolgere Rossa e Azzurra insieme in una nuova avventura, in modo che le due bimbe potessero conoscersi meglio.

Le andò a prendere e si posizionarono vicino all’orchestra. Due Denti trattenne Rossa per il polso, per impedirle di cacciarsi in una bolla a caso e attese che dalla batteria si formasse una bolla arancio.

Con un sonoro plop sbucarono in un campo fiorito. Azzurra irruppe in una risata cristallina e iniziò a correre. Al suo passaggio si sollevarono in volo miriadi di farfalle colorate.

– Attenta, non vedi che rompi tutti i petali dei fiori!- strillò Rossa

– Sono ali, guarda meglio!- intervenne Due Denti

Rossa serrò la bocca in una smorfia.

Si inoltrarono in mezzo alle margherite, ma a un tratto Rossa si diresse verso una distesa di tulipani altissimi, che si muovevano cadenzati dal suono della batteria.

– Torna indietro, è pericoloso!- ma la bimba, ancora contrariata, finse di non sentire.

Proprio in quel momento si udì un colpo di grancassa e il tulipano più vicino a lei si inclinò e con la sua corolla la inghiottì tutta quanta.

– Mettimi giù…..Come ti permetti… Ho detto….mollami immediatamente!!!-

Poi Azzurra e Due Denti non udirono più nulla.

– Fermati qui, andrò solo io –
Azzurra scosse il capo e seguì Due denti, inoltrandosi fra i fiori arancioni.
– Trattieni il fiato, come se nuotassi sott’acqua.-
Quando furono più vicini, aggiunse:
– Riconosci la corolla che l’ha presa?-

La bimba si diresse sicura verso un fiore che sussultava fuori tempo.
I due si misero a scrollare il gambo con forza, fino a quando riuscirono a inclinarlo al punto che Rossa rotolò ai loro piedi, in un groviglio di petali, da cui sbucò sorridendo e disse:

– Wuau, che esperienza!-

I suoi capelli erano diventati arancioni e aveva gli occhi rotondi come due mandarini.

– Ti avevo avvisato che era pericoloso- sbottò Due Denti
– Pericoloso? È stato fantastico! – lo interruppe con una risatina- Oh, Azzurra tu sei bellissima, davvero!-

Due Denti le prese per mano e le trascinò lontane dai tulipani. Rossa cercava di afferrare le farfalle al volo, in goffi tentativi e allora Azzurra ne catturò una dai colori sgargianti e gliela posò delicatamente fra le dita.

– Presto, dobbiamo risalire la collina e cercare di respirare più profondamente-

Rossa li seguiva, oscillando, mentre ridacchiava fra sé.

– Inspira forte!-

Quando arrivarono in cima, gli occhi di Rossa si erano diventati simili a due grandi ciliegie e i capelli conservavano solo qualche striscia arancio. Il suo sorriso, però, rimaneva.

I tre si sdraiarono a guardare il sole che stava per tramontare.

Quando la palla arancione sparì definitivamente, Due Denti prese le sue compagne per mano e le trascinò fuori dalla bolla-avventura.

Quindi spinse Azzurra nella sua bolla-nanna, poi fu il turno di Rossa, finalmente si impossessò della sua e crollarono a dormire.

Immagine tratta da Joseph Mallord William Turner, Luce e colore (teoria di Goethe.) http://elc.w3.calvino.ge.it/

8. DUE DENTI e la bolla lattiginosa

“Riva degli Schiavoni” di William Turner

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La storia del giorno: mercoledì 9 aprile

Mercoledì Marina aveva in programma di andare al parco ma, quando, terminati i compiti, era pronta per uscire, iniziò a piovere e a soffiare forte il vento. Così la mamma, per consolarla, le raccontò una nuova avventura di Due Denti

La storia incominciò

Due Denti si svegliò di soprassalto, udendo un suono che non conosceva. Uscì dalla sua bolla nanna, andò a prendere a uno a uno gli SDENTATI e li riunì tutti quanti vicino all’orchestra, per capire che cosa producesse quell’armonia così particolare e suggestiva.

Scoprirono che, mentre stavano dormendo, una cornamusa si era unita agli altri strumenti e ora, dalle sue note solitarie, si stavano formando delle bolle lattiginose.

– Entriamo tutti insieme – disse Due Denti, afferrando Rossa che già stava cercando di infilarsi per prima.

Tenendosi per mano, con un sonoro plop, si ritrovarono immersi nella nebbia più densa.

– State vicini, che nessuno si allontani! –
– Io non vedo niente – disse Rossa, cercando di sciogliersi dalla stretta di Due Denti
– Sento dei fruscii – la interruppe Senape – distinguo l’ombra di una collina davanti a noi –
– Andiamo!-
– E se sta arrivando qualcuno?-
– No, è il rumore dell’acqua, forse è un ruscello- disse Azzurra

Tutti insieme si mossero in avanti.

– E se fosse un fiume impetuoso, magari in piena che ci travolge?-
– Piantala Rossa!-

Arrivarono in fila indiana sulla sponda del corso d’acqua, ma la nebbia era così fitta, che non riuscirono a capire quanto fosse profondo e ampio.

– Possiamo navigarlo – disse Senape; si chinò a raccogliere un pugno di sabbia, la impastò con le sue mani e diede forma a un piccola barca.
La appoggiò ai suoi piedi e disse:
– La nostra barca-

Il modellino di terra iniziò a crescere fino a quando fu grande abbastanza perché tutti riuscissero a salire.
La misero in acqua, raccolsero un ramo per spingersi e guadagnare il centro.

– Ma dove andiamo?- chiese Rossa
– Da qualche parte, fuori da questa nebbia-
– Si sente ancora la cornamusa; guardate: sono alberi là in fondo?-
– A me sembrano cavalieri mostruosi che ci stanno aspettando…ci taglieranno la testa!-
– Rossa, per favore, stai spaventando Micio!- disse Verde abbracciando forte il suo gattino.
Galleggiavano su quel mare di nebbia, sfiorati da ombre contorte, e il tempo pareva scorrere assieme al fiume.

– Sento il rumore di una cascata! –
– Presto, tenetevi forte!-
Verde afferrò Micio per la collottola appena in tempo e precipitarono, mentre la nebbia si trasformava in spruzzi e …in un tuffo, furono fuori dalla bolla.

Due Denti spinse Verde con Micio in braccio nella sua bolla-nanna, quindi fu il turno di Azzurra, Rossa e Senape, poi si impossessò della sua e finalmente crollarono a dormire.

Immagine tratta da ” Da Vermeer a Kandisky” (it.paperblog.com)

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7. DUE DENTI e AZZURRA

“Cascate del Niagara (2)”
John Henry Twachtman
Olio su tela 1893

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La storia del giorno: mercoledì 2 aprile

Mercoledì pioveva e Giovanni era andato a trovare Marina. Quando terminarono i compiti, la mamma si sedette sul tappeto con loro e si mise a raccontare.

La storia incominciò

Due Denti si svegliò improvvisamente nel silenzio più totale, uscì dalla sua bolla nanna e si accorse che l’orchestra aveva smesso di suonare. Allarmato, andò a controllare Verde. Il bimbo stava sbadigliando, stretto a Micio, intento a stiracchiarsi.

Non appena Due Denti li ebbe tirati fuori dalla loro bolla nanna, un’arpa iniziò il suo canto e i tre si infilarono nella grossa bolla blu che si era appena formata.

Con un sonoro plop, si ritrovarono immersi in una calda luce azzurrata, sulla riva di un laghetto e udirono il suono armonioso dell’acqua che scendeva in un arpeggio dalle rocce.
Tutto intorno, cadevano cascate dalle pareti scoscese, nascoste da un muro di gocce iridescenti, di cui non si vedeva la cima.

Micio si mise immediatamente a giocare con la schiuma, come fanno i gatti con i gomitoli di lana; mentre Due Denti studiava il modo di valicare la barriera di spruzzi, sentirono una risata cristallina…e videro una bambina blu arrivare, scivolando a tutta velocità, sull’acqua di una cascata.
In un attimo fu accanto a loro e iniziò a spruzzarli.
– Io sono Due Denti-fu il primo a presentarsi -, lui é Verde …
– …e tu ti chiami AZZURRA – proseguì, poiché la bimba li guardava sorridendo, senza parlare.

– Come si fa a salire? – le chiese quindi.

Azzurra si tuffò, immediatamente seguita da gli altri due.

– Vieni, micio!- e anche il gattino di nuvola si buttò in acqua, trascinato da Verde.

Arrivarono vicino all’altra sponda del laghetto e sentirono un piacevole calore provenire dal basso e…in un attimo furono sollevati da uno spruzzo, sempre più in alto, fino a che la bimba li spinse dove una cascata scendeva roboando.
Furono proiettati dallo scivolo d’acqua giù giù, fra le risate e gli spruzzi e riemersero grondanti vicino alla riva.

Micio si scrollò un po’ risentito, ma Verde lo strinse forte e lo baciò sul muso. Lo afferrò per la collottola e via, di nuovo verso il soffione che li innalzò per poi ridiscendere ancora fra gli schizzi.

Quando la stanchezza incominciò a farli barcollare, DUE DENTI prese Verde e Azzurra per mano e li trascinò fuori dalla bolla-avventura. Quindi spinse Verde con Micio in braccio nella sua bolla-nanna, ne cercò una libera per Azzurra, poi si impossessò della sua e finalmente crollarono a dormire.

Fu così che AZZURRA entrò a far parte degli SDENTATI.

6. DUE DENTI e la bolla marrone

La storia del giorno: lunedì 24 marzo

Lunedì pomeriggio per merenda la mamma di Marina aveva preparato un bel bicchiere di latte caldo, ma la bambina voleva a tutti i costi il budino. Fu così che la mamma pensò di raccontare l’avventura di DUE DENTI e la bolla marrone.

La storia cominciò

Lunedì DUE DENTI si svegliò, andò a prelevare gli SDENTATI dalle rispettive bolle-nanna e li mise in fila indiana. Il tamburo stava suonando un ritmo cadenzato “tum tum tum
– Presto- disse DUE DENTI- entriamo appena si forma una bolla che ci contenga tutti.-
– Posso prendere anche Micio?- chiese Verde
– No, é troppo pericoloso e poi si sporcherebbe!-

Con un sonoro plop, si ritrovarono in una terra brulla, senza alberi, erba o cespugli, che risuonava e vibrava al ritmo di “tum tum tum”.
Si guardarono intorno un po’ smarriti e, improvvisamente, uno scuotimento più forte fece aprire una voragine sotto i loro piedi e precipitarono tenendosi stretti stretti per mano.

L’odore di terra umida era fortissimo, ma una luce fioca proveniva dalla fine del tunnel in cui i bambini erano caduti.

DUE DENTI disse:
– Mettiamoci in fila indiana, io davanti, poi Rossa, Verde e per ultimo Senape, presto! – e si diresse verso la luce.
Più si avvicinavano, più Verde borbottava a bassa voce – Puzza-

Quando ormai erano vicino all’uscita, anche DUE DENTI sentii un odore tremendo e si fermò.

– Rossa, resta qui vicino a Verde e tu, Senape, vieni con me in esplorazione-

– Perchè proprio io mi devo fermare con lui? – protestò Rossa.

DUE DENTI si avviò con Senape, senza nemmeno degnarla di uno sguardo.

Raggiunsero cautamente la fine del tunnel e la puzza si fece insostenibile: la galleria si interrompeva di botto e sotto di loro si stendeva uno stagno di fango putrescente che ribolliva e sprigionava vapori fetidi.

Senape, guardò DUE DENTI, si chinò e, con perizia, prese la terra, la impastò con le sue mani e diede forma a un piccolo ponte, completo di parapetti. Lo appoggiò ai suoi piedi e disse:
– Il mio ponte –

La costruzione di terra iniziò a crescere fino a quando fu grande abbastanza per attraversare lo stagno.

I due bambini tornarono indietro per recuperare Rossa e Verde, quindi si rimisero in fila indiana per percorrere il ponte.
Rossa continuò tutto il tempo a torcere il naso e a ripararsi la bocca, mentre Verde, guardando sotto di lui, puntò il ditino e disse:
– Pupù –

Finalmente furono dall’altra parte, un po’ sporchi della terra del tunnel e anche un po’ puzzolenti.
DUE DENTI prese Verde, Rossa e Senape per mano, li trascinò fuori dalla bolla-avventura e li ripulì.

Quindi, stanchi, ritornarono nelle loro bolla-nanna e finalmente crollarono a dormire.

5. DUE DENTI E SENAPE

La storia del giorno: venerdì 14 marzo

Venerdì sera Marina era molto noiosa. Era andata in camera da brava, ma dopo cinque minuti già chiamava la mamma per farsi rimboccare le coperte, dopo altri cinque perché aveva sete, dopo altri cinque perché aveva caldo. Dopo essere stata chiamata la quarta volta, la mamma, stanca di andare avanti e indietro, si sedette sul suo letto e si mise a raccontare.

La storia cominciò

DUE DENTI si svegliò improvvisamente e si guardò intorno per capire il perché.

Uscì dalla sua bolla-nanna e vide che Rossa si stava agitando frenetica . Non appena DUE DENTI la tirò fuori dalla bolla-nanna, la bimba si diresse impaziente verso una bolla gialla nata dalle note del pianoforte.

Con un sonoro plop entrano e si trovarono circondati da morbida sabbia.

– Cosa ti é venuto in mente, – la sgridò DUE DENTI – non ci si può infilare a caso nella prima avventura che ti capita! Non si sa mai in che cosa ci si può imbattere quando le bolle si sono formate dal piano!-
– Ero stanca di dormire!-

Si guardarono intorno e notarono un bimbo dello stesso colore della sabbia intento a scavare.

– Cosa stai facendo?- gli domandò Rossa
Il bambino continuò il suo gioco senza neppure alzare lo sguardo.
– Costruisci una torre? – gli chiese DUE DENTI.
Il bimbo annuì.
Rossa, indispettita si rivolse a DUE DENTI:
– Ma quello è un buco!-
– Prima si fanno le fondamenta…dai vieni qui, così aiutiamo anche noi.-, poi, rivolto al bimbo, aggiunse: – Io sono DUE DENTI, lei é Rossa.-
– e tu ti chiami SENAPE – proseguì poiché l’altro continuava a tacere.

In poco tempo la torre fu innalzata, completa di merli.
Senape con l’indice disegnò la porta e la costruzione di sabbia iniziò a crescere fino a quando fu grande abbastanza per farli entrare.
Dentro era fresco e il pavimento saliva a spirale.
I tre bambini in fila indiana si inoltrarono sempre più in alto.
– Uffa, ma quando finisce? – sbuffò Rossa
– Dovevi restare a dormire nella tua bolla-nanna!-
In quel mentre sbucarono in cima alla torre.

-Il mio castello- disse Senape
Rossa rimase senza fiato: tutto intorno a loro si estendevano le mura di un’ enorme fortezza.
Per quelle che parvero ore, i tre bimbi si rincorsero per i camminamenti, si affacciarono dai merli e lanciarono proiettili di sabbia dalle feritoie.

Quando il sonno incominciò a fare chiudere loro gli occhi, DUE DENTI prese Rossa e Senape per mano e li trascinò fuori dalla bolla-avventura. Quindi spinse Rossa nella sua bolla-nanna, ne cercò una libera per Senape, poi si impossessò della sua e finalmente crollarono a dormire.

Fu così che SENAPE entrò a far parte degli SDENTATI.