10. DUE DENTI e la bolla buia

Claude Monet: Ninfee – 1920
Olio su tela 118 × 83 cm.
Musée des Beaux-Arts- Grenoble

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La storia del giorno: mercoledì 7 maggio.

Mercoledì sera, Marina non voleva spegnere la luce e andare a dormire, così la mamma, tenendole la mano, si mise a raccontare.

La storia incominciò.

Il basso suonava note cupe e ritmate. Due Denti, dopo avere svegliato Senape e Rossa, si infilò nella prima bolla abbastanza grossa da contenerli tutti.

Con un sonoro plop sbucarono in una notte buia, senza luna e senza stelle.
Immersi in un nulla nero, i rumori intorno a loro risultavano amplificati.

– Annusate anche voi: riconosco una fragranza di tiglio-

– Rossa, ormai senti profumi di fiori ovunque vai!-

Le note del basso scandivano il loro procedere in quel mare di inchiostro.
Due Denti si fermò di colpo e anche le note tacquero. Avanzò e i suoni ripresero, adattandosi al suo ritmo.

– Non mi piace qui- protestò Rossa – non si vede niente!-
– In effetti non sappiamo nemmeno dove ci troviamo- concordò Senape

– Due Denti facci uscire di qui, subito!…
…per favore…- lo pregò la bimba

– Se ordino alla bolla di buttarci fuori, prima o poi verremo risucchiati qui comunque.-
– Ti prego, inventeremo qualcosa!-
– Io ci sto-
– Va bene: allora, ragazzi, datemi la mano…F U O R I !-

Immediatamente i tre si ritrovarono a galleggiare vicino all’orchestra.

– Ora entriamo in una bolla gialla –
– Io dico di provare in quella rossa: ci servono le palle di fuoco per fare luce!-
– No, troppo pericoloso, potremmo provocare un incendio.-

Due Denti si succhiò il pollice e poi esclamò : – Rossa, hai ancora il tuo fermaglio a forma di chitarra?-

La bimba impallidì:- L’ho nascosto, perché Verde lo voleva per Micio –
– Dove?-
– Poi me lo ridarete e non direte niente?-
– Dove?-
– Sotto la batteria-
– Prendilo, dobbiamo fare presto!-

Con il fermaglio recuperato, i tre si tennero nuovamente per mano.
– D E N T R O ! – e ripiombarono nelle tenebre.

– Adesso?-

Le note del basso avevano ripreso a cadenzare il loro incedere.

– Se ci fermiamo anche la musica tace, se avanziamo ricomincia: Senape tu soffierai sulla chitarra e poi inizieremo a muoverci e vediamo che cosa succederà-

– Perché suonerà Senape? il fermaglio è mio-
– Perché Senape pensa, invece di frignare –

Le note del basso, regolate dagli spostamenti di Due Denti, e quelle della chitarra si fusero in un intreccio di melodie, mentre le tenebre, come i neri tendoni di un sipario, assecondavano il loro ritmo.
Gli occhi di Rossa rilucevano come due palle di fuoco e, per vincere la paura e la inattività, senza nemmeno accorgersene, la bimba si mise a canticchiare con la sua voce stridente.

Ci fu un lampo, l’oscurità si squarciò e, ancora avvolto nel blu profondo della notte, apparve davanti a loro un meraviglioso giardino.

Abbandonata ogni paura, seguirono il placido ruscello che scorreva tortuoso, inoltrandosi al ritmo della musica fra le foglie.
La notte adesso era dolce, inondata dai profumi e Senape con un gran sorriso restituì il fermaglio a Rossa, nascondendoglielo fra i capelli.
Il viso della bimba si illuminò e tutti e tre fecero ritorno nelle loro bolle-nanna.

Immagine tratta dal sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Claude_Monet

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