12. ROMEO E ARIA e gli allenamenti

Maurice de Vlaminck: The Blue House – 1906
Oil on canvas
The Minneapolis Institute of Arts
Bequest of Putnam Dana McMillan

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La storia del giorno: venerdì 9 maggio.

Venerdì pomeriggio Giovanni, tornando da scuola in bicicletta, era caduto e il suo orgoglio ne era uscito un po’ ammaccato.
Terminato di sparecchiare, il papà decise di dedicargli la serata e, dopo avere giocato, lo accompagnò a dormire, raccontandogli una nuova avventura di Romeo.

La storia cominciò.

Romeo, seduto sulla panchina nel cortile della scuola, stava aspettando il suo turno per cimentarsi nel salto in lungo e ascoltava con agitazione crescente le istruzioni dell’insegnante di educazione fisica.

Enrico, già al primo tentativo, aveva migliorato il suo record dell’anno precedente.

Romeo cercò di concentrarsi, partì con la rincorsa e, nel momento in cui stava per toccare l’asse di battuta, sentì nelle sue gambe la medesima spinta esercitata quando da rana era scappato fra i cespugli nel parco di Queen.
Per un attimo ebbe paura di udire il gran botto ma, fortunatamente, si ritrovò ancora nel suo corpo di ragazzo, in ginocchio nella sabbia, con l’istruttore che misurava il suo salto.

– Romeo, sei migliorato tantissimo, non credo ai miei occhi! Per favore, vuoi riprovare?-

I suoi compagni smisero di chiacchierare, per guardare la prestazione di Romeo, che non aveva mai brillato in nessuno sport.
Ancora una volta, il ragazzino si concentrò e balzò.

– Non mi ero sbagliato, sei diventato davvero bravo! Dimmi: ti sei allenato in palestra?-
– No, nel mio giardino.- fu la pronta risposta.
– Continua così e sarai fra i prescelti a rappresentare la nostra squadra nei giochi sportivi fra tutte le scuole della città. –

Nel pomeriggio Romeo raggiunse Aria vicino alla fontana.

– A giugno ci saranno i campionati di atletica- le disse
– Sicuramente verrà anche Queen, perché partecipano tutte le scuole-

Aria continuava a disegnare nella terra con un bastoncino.

– Forse mi faranno gareggiare nel salto in lungo-

Finalmente la bambina alzò gli occhi e lo guardò

– Però mi devo allenare-

Aria lo fissava immobile.

– Mi serve ancora la rana-

Aria inclinò il capo per studiarlo meglio.

– Il tempo trascorso come se fossi un anfibio, mi ha insegnato a potenziare i miei salti-

Romeo abbozzò un timido sorriso:- Devo riprovare, fino a imparare a perfezione la tecnica per spingermi più lontano.-

– Perché no? – ci fu una lunga pausa – Potresti anche iscriverti ai 100 metri di corsa: ti basterebbe passare un po’ di tempo come lepre..- e finalmente la bimba scoppiò a ridere, subito imitata dal fratello.
– Oppure cimentarti in piscina…-

– 200 rana? Dai, non posso trasformarmi di colpo in uno sportivo modello!-

– Chiederò alla solita rana se si offre volontaria per i tuoi allenamenti.- e Aria allungò le manine per farsi prendere in braccio.

Immagine tratta dal sito: http://www.artsconnected.org/toolkit/encyc_balanceother.html

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