7. ISACCO E GALILEO e la luna

William Turner : The snow storm (1842)
Tela cm. 91,5 x 122
Tate Gallery di Londra

20140513-221515.jpg

La storia del giorno: martedì 13 maggio.

Marina era a casa da scuola per un raffreddore fortissimo.
Quando il suo papà tornò, la bambina aveva gli occhi gonfi e il naso rosso e allora, mentre le soffiava il naso per l’ennesima volta, egli si mise a raccontare di Galileo e Isacco.

La storia cominciò.

Era l’ora dedicata al disegno e Galileo odiava disegnare. I pastelli gli cadevano sempre e usava solo il blu per dipingere il cielo.

Quel giorno la maestra voleva che si cimentassero per preparare un biglietto per la festa della mamma.

Galileo alla sua mamma avrebbe voluto regalare la luna, ma anche la luna era troppo difficile da mettere su carta.

Isacco, invece, era molto bravo e, fino a quel momento, aveva sempre portato a termine anche i lavori di suo fratello.
Purtroppo erano seduti lontani e l’insegnante di turno non li perdeva di vista.

“Come posso disegnare la luna?” pensò Galileo.
“Fai un grande cerchio giallo”
“Non mi piace come è venuto: sembra una brutta palla bitorzoluta e la mamma si merita qualcosa di meglio”

L’ora passò e finalmente i bambini furono accompagnati in cortile.
Galileo stringeva ancora in mano il suo disegno e i pastelli blu e giallo.

Decise di rifugiarsi nella cuccia abbandonata che aveva scoperto nel suo primo giorno alla scuola materna e si mise a pensare come rendere più bella la sua luna.

Fissava la carta intensamente e…tutto intorno a lui divenne giallo.
Con curiosità e un pizzico di angoscia si rese conto di essere finito nel suo disegno.

Il colore non era stato distribuito in modo uniforme e, disseminati a caso un po’ ovunque, crateri vuoti e trasparenti conducevano chissà dove.

“Usa il pastello per tappare i buchi!”
“Isacco sei qui anche tu?”
“No, però ti sento”
“Me la immaginavo più bella la luna”
“Ma non sei sulla luna; dai: aiutati con i pastelli”
“E se mi cadono?”

Concentratissimo, Galileo prese il giallo: dapprima riempì le parti bianche e iniziò a sfumare colline e valli, poi con il blu creò le ombre.

“Isacco, mi sto proprio divertendo”.

Sempre più infervorato riprese il giallo per dare colpi di luce, quindi dipinse un bel sorriso e, soddisfatto dei risultato ottenuto, con il blu fece i contorni…e fu ancora al sicuro nella cuccia.

Corse a raggiungere Isacco e orgoglioso gli mostrò il disegno.

Il giorno dopo, la mamma, sotto il piatto, trovò accuratamente ripiegati due biglietti, li aprì e si commosse un po’ nell’ammirare il risultato degli sforzi dei suoi bambini.

Immagine tratta dal sito: http://sauvage27.blogspot.it/2009/02/la-tempesta-di-neve-william-turner.html

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