3. ISACCO E GALILEO E LE STELLE DORATE

La Notte Stellata di Vincent Van Gogh

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La storia del giorno: domenica 30 marzo

Domenica pomeriggio, il papà tolse le rotelline alla bicicletta di Marina e le insegnò a pedalare come “un grande“. Marina era molto orgogliosa dei suoi progressi, ma, quando ormai pensava di aver imparato, cadde ingloriosamente. Si mise a piangere, più per la vanità ferita che per il dolore; allora il papà, dopo averla fatta rimontare in sella per un’ultima vittoriosa pedalata, l’abbracciò forte e, rientrando a casa, si mise a raccontare di Isacco e Galileo.

La storia cominciò

Un giorno, alla scuola materna, la maestra aveva letto ai bambini la storia della SIGNORA CORRY, ( crf. MARY POPPINS di P.L. Travers volume 1) e Isacco e Galileo erano rimasti entusiasti nello scoprire che a Londra c’era una piccola pasticceria la cui proprietaria di giorno vendeva biscotti di pan pepato, “ogni pezzo cosparso di stelle dorate così fitte che lo stesso negozio sembrava illuminarsi lievemente al loro bagliore”, e di notte, munita di colla e di scala, andava ad appendere le stelle avanzate dai dolci mangiati, in cielo.

Purtroppo nella loro città non esisteva niente di simile, però quel sabato, quando Isacco e Galileo andarono al supermercato con il papà, videro sullo scaffale alcune confezioni di biscotti in promozione con una bustina di stelle dorate in omaggio.
Galileo, lesto, ne prese due sacchetti e li infilò nel mezzo del carrello, senza farsi vedere, e strizzò l’occhio, birichino, al fratello.
Il problema, a questo punto, era procurarsi la colla, ma Isacco, nel reparto cartoleria, riuscì a infilare assieme alla spesa, uno stick.
Alla cassa il papà pagò, senza accorgersi degli acquisti contrabbandati dai suoi figli.
Con la mamma a casa, fu molto più difficile far sparire il maltolto dai sacchetti e nasconderlo nella loro cameretta.

Il tempo rimase piovoso per tutta la settimana, i biscotti a poco a poco furono mangiati di notte dai due gemellini, mentre spiavano il cielo sempre buio e senza luna.

Finalmente la pioggia finì, venne la notte luminosa e stellata e Galileo decise di uscire e appendere le stelle in offerta con i biscotti.
Isacco, che aveva ascoltato attentamente la storia della SIGNORA CORRY, sapeva che bisognava andare “dove non c’erano case, ma solo erba e trifoglio” (crf. MARY POPPINS di P.L. Travers volume 1) e cercò di dissuadere il fratello.

” Di che cosa ti preoccupi, Isacco, qui la campagna é vicina”
” Ma se papà e mamma si accorgono che siamo scomparsi, moriranno di preoccupazione!”
“Vorrà dire che tu resterai qui a tranquillizzarli”
” Poi non hai la scala”
” Mi arrampicherò sugli alberi”
“Non sappiamo nemmeno se le stelle dei biscotti sono quelle giuste! Facciamo prima un esperimento, che ne pensi?”
“Andiamo sul terrazzo del tetto, dove la mamma va a stendere i panni d’estate, io so dove tiene le chiavi: il cielo lì si può toccare, ci sono i vasi di erba e trifoglio e non si vedono case perché sono tutte giù in basso.”

I due gemellini si misero le calze per non fare rumore e, armati di colla e stelle, partirono in spedizione.
All’inizio fu un disastro, poi compresero che il problema era lo stick. Così Isacco tornò in casa e trovò nello studio di papà un vasetto giallo provvisto di colla liquida e pennello.

Sprecarono un sacchetto di stelle, ma, finalmente, la prima si attaccò e scivolò verso l’alto, dove si mise a “brillare furiosamente spargendo raggi di scintillante luce dorata” (crf. MARY POPPINS di P.L. Travers volume 1).

Dopo che tutto il sacchetto rimase vuoto, Isacco e Galileo, soddisfatti, si stesero a guardare il cielo, che apparve ancora più scintillante, con le loro stelle che luccicavano come le palle luminose di un albero di Natale.

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